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Etna Last Eruptions

Etna 2004-2005 volcano eruption

Il 5 settembre 2004 alla base del Cratere di Sud-Est, grossomodo, nell’area denominata ex “Padellaccia” si apriva un sistema di fratture con orientamento est-ovest, dal quale si originava una piccola effusione lavica che esauriva la propria avanzata dopo qualche centinaio di metri. Nelle ore successive, il campo di fratture si estendeva e divaricava sempre più verso valle e si individuava un secondo orientamento con direzione sud-est nord-ovest. Queste direzioni non sono casuali, ma sono il frutto del  campo di stress agente nel settore orientale del vulcano, ciò è testimoniato dalla direzione dei dicchi affioranti all’interno della Valle del Bove e dall’orientamento di molteplici apparati eruttivi presenti in questa area.
Il giorno seguente, lungo il campo di fratture orientato SE-NO in un’area intorno ai 2800 m s.l.m. fuoriusciva del vapor d’acqua. Nelle prime ore del giorno 7-9-04 all’interno della Valle del Bove a 2650 m s.l.m. circa, in un’area denominata “Serra Giannicola Piccola” si formava una bocca eruttiva che alimentava una colata che si dirigeva verso i “Monti Centenari”. Le prime fasi dell’eruzione furono accompagnate imponenti colonne di vapore osservabili da tutta la riviera Ionica, questo fenomeno fu dovuto alla presenza di livelli di ghiaccio al di sotto dei depositi piroclastici, che al contatto con la lava (1100° gradi centigradi) si scioglievano originando le colonne di vapore. Una stima approssimativa indicava un valore del tasso di emissione intorno ai 5 m3/s. Tre giorni dopo l’inizio del fenomeno eruttivo un’altra bocca si individuava all’interno della Valle del Bove, nei pressi di “Serra Giannicola Grande” intorno ai 2300 m s.l.m.. Nelle settimane successive i fronti lavici provenienti dalle due bocche si univano intorno ai 2000 m s.l.m. formando un ampio pianoro lavico e nel contempo il flusso lavico alle bocche cominciava ad ingrottarsi. Durante i mesi di ottobre e novembre nella porzione superiore del campo lavico la lava defluiva all’interno di tunnel ormai ben strutturati mentre i fronti più avanzati erano arrivati al “Piano del Trifoglietto”.

Il 15 novembre, in seguito a degli eventi sismici, alla base del cratere di Sud-Est, lungo il campo di fratture intorno ai 2850 m s.l.m avvenivano dei fenomeni di collasso e  si formava una finestra sul sistema di alimentazione della colata, in concomitanza con tale evento si notò un temporaneo aumento del tasso d’emissione, che provocò diversi “rigurgiti” lungo il carapace lavico; questo e un fenomeno assai normale specialmente in eruzioni caratterizzate da tassi d’alimentazioni bassi ed altalenanti, in quanto, quando la lava scorre all’interno di tunnel e o perché aumenta temporaneamente il tasso d’emissione oppure perché per dinamiche interne avvengono fenomeni di distacco dalla volta o dalle pareti che ostruiscono parzialmente o totalmente il tunnel, si ha un aumento della pressione interna, l’inarcamento e rottura della volta dei tunnel e la conseguente fuoriuscita di lava  con formazione di bocche “effimere”.


Copyright © Roberto Caudullo, "www.etnavolcano.info"

page last modified on 06 august 2005.

 

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